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Il Segretario di Stato Vaticano, Parolin, incontra la comunita’ italiana di New York

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A 125 anni dalla storica visita di San Giovanni Battista Scalabrini a New York, la presenza del Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha assunto un significato profondo e particolarmente attuale. Al centro della sua visita vi è stato l’incontro con la comunità italiana e italoamericana, custode di una storia fatta di sacrifici, integrazione e legami profondi tra l’Italia e gli Stati Uniti.

Nella sua bellissima omelia, nella chiesa di Our Lady of Pompeei di New York, il cardinale Parolin ha richiamato il tema sempre attuale della migrazione, ricordando come ogni migrante porti con sé non soltanto una valigia, ma anche una storia, una speranza e il desiderio di costruire un futuro migliore. Le sue parole hanno evocato la figura di Scalabrini, vescovo e padre dei migranti, che già alla fine dell’Ottocento aveva saputo riconoscere le difficoltà e le potenzialità dei milioni di italiani costretti a lasciare la propria terra.

Il parallelo tra quella visita storica e quella di oggi è apparso particolarmente significativo. Allora Scalabrini incontrava una comunità italiana ancora segnata dalla povertà, dalla lontananza e dalle incomprensioni; oggi Parolin ha incontrato una comunità ormai pienamente inserita nella società americana, ma ancora profondamente legata alle proprie radici, alla lingua, alla cultura e alla fede dei padri.

Il messaggio del cardinale è stato un invito a non dimenticare il volto umano delle migrazioni. In un tempo segnato da paure, divisioni e chiusure, la storia degli italiani negli Stati Uniti dimostra che l’accoglienza e l’integrazione possono trasformare una presenza inizialmente considerata straniera in una ricchezza per l’intera società.

L’incontro con la comunità italiana e italoamericana ha rappresentato, dunque, molto più di un semplice appuntamento istituzionale o religioso. È stato un momento di memoria e di gratitudine, ma anche un’occasione per rinnovare il legame tra due Paesi uniti da una storia comune e da profondi rapporti culturali, umani e spirituali.

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