Il Governo ha presentato alcuni emendamenti alla riforma della legge elettorale che prevedono la riduzione e la riorganizzazione delle circoscrizioni e dei collegi per il voto degli italiani all’estero.
La proposta prevede:
- Per la Camera dei Deputati: le attuali quattro ripartizioni (Europa; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide) verrebbero ridotte a due sole macro-aree.
- Per il Senato: l’intera Circoscrizione Estero verrebbe trasformata in un unico collegio mondiale.
L’emendamento ha aperto un forte scontro politico: le opposizioni criticano duramente la misura, sostenendo che tale modifica rischierebbe di cancellare la rappresentanza territoriale di aree come l’Australia, l’Africa, l’Asia e il Nord America a favore di una gestione puramente numerica.Sulla vicenda e’ intervenuto anche il Comites NY che, attraverso la sua presidente, Barbara Marciandi, ha inoltrato una lettera a tutti i deputati della Camera nel rispetto dei cittadini all’estero.
Si legge: “Gentile Onorevole, In qualità di Presidente del COMITES NY (Tristate e Bermuda), unitamente ai Consiglieri del medesimo Comites e sottoscrittori, desidero esprimere la nostra profonda preoccupazione per le ipotesi di modifica della legge elettorale della Circoscrizione Estero che prevedono la riduzione delle attuali ripartizioni territoriali. Una riforma di questo tipo rischierebbe di compromettere il principio di una rappresentanza effettiva delle comunità italiane nel mondo, accorpando realtà geografiche, sociali ed economiche profondamente diverse e rendendo di fatto impossibile un rapporto diretto tra eletti e cittadini. In particolare, la comunità italiana negli Stati Uniti perderebbe una rappresentanza adeguata, privando centinaia di migliaia di persone, un numero in forte crescita per il costante afflusso di giovani che contribuiscono alla crescita del Made in Italy e della Ricerca in questo mercato, che dovrebbe continuare a essere presidiato da un’adeguata rappresentanza parlamentare. La comunità italiana all’estero non rappresenta soltanto una straordinaria risorsa culturale, economica e strategica per il nostro Paese: è composta innanzitutto da cittadini italiani, titolari degli stessi diritti costituzionali di tutti gli altri cittadini. Per questo motivo riteniamo fondamentale preservare una rappresentanza parlamentare equilibrata, capace di garantire pari dignità e voce a tutte le comunità italiane nel mondo. Confidiamo pertanto nella Sua sensibilità istituzionale affinché ogni eventuale riforma rafforzi, e non indebolisca, il legame tra l’Italia e i suoi cittadini residenti all’estero e continui a essere da “ponte”. Noi siamo pronti a collaborare”, conclude la presidente Barbara Pelachin Marciandi.

