mercoledì, Maggio 20, 2026

Il visionario italo-americano Aiello: “Se me lo chiedono, resto presidente del Cesena” e apre agli investitori italiani

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di Rosa Coppola

Siamo ormai quasi alla fine del Campionato di calcio e l’atmosfera intorno al Cesena è carica di aspettative. In un’intervista esclusiva rilasciata a Italian Roots TV, il presidente della società si è lasciato andare a una dichiarazione che potrebbe segnare un punto di svolta: “Se me lo chiedessero, potrei anche rimanere presidente”. Parole, quelle di John Aiello, dense di un profondo significato, capaci di andar oltre il semplice ruolo apicale.

Il futuro della presidenza, dunque, non è più così incerto come si pensava. Dopo una stagione competitiva, i sostenitori del Cesena attendono ora con fiducia e curiosità le prossime mosse della dirigenza. Il presidente ha voluto far capire di essere pronto a continuare il proprio impegno qualora gli venga richiesto dalla comunità sportiva. Una scelta che sarebbe accolta con favore da molti, vista la dedizione mostrata finora.

“Io lo ripeto sempre: a fine Campionato lascio, ma ogni anno i miei soci mi convincono a rimanere come presidente. Che è solo un simbolo, perché, lo ribadisco, se dovessi abdicare, resterei sempre nel CDA della squadra. Presidente o meno, vale il cuore e lo slancio che ho sempre avuto per questa squadra”, esordisce John Aiello dalla casa nel New Jersey (USA) e continua.

“Un titolo è solo un titolo. Il mio cuore è sempre Cesenate” e spiega. “Sono legato ai tifosi, al territorio e abbiamo raggiunto insieme obiettivi importanti. Quando sono entrato in societa’, il pubblico, i tifosi, le gente del territorio mi hanno accolto bene e per questo sono grato”.

Quando si parla della squadra, all’italo-americano brillano gli occhi. “Il mio obiettivo è sempre lo stesso, fare il bene del Cesena, per farlo militare nel Campionato che merita. E quando abbiamo raggiunto, due anni fa, la promozione, beh, e’ stato emozionante e significativo, per me e per tutti. E non dimentichiamo, poi, la serie A, per la nostra primavera”.

Insomma, Aiello sembra soddisfatto del lavoro fin qui svolto, sia dalla Dirigenza, sia dalla squadra, anche se sa che bisogna sempre lavorare duro e non mollare, mai. Senza distrarsi.

“Sono molto contento di quello che abbiamo fatto per il territorio, per Cesena, per i tifosi. Se i soci confermeranno il mio ruolo di presidente, accettero’ volentieri”. Quindi potrebbe anche esserci la possibilità di non lasciare la poltrona? Potrebbe continuare a essere lei presidente?
“Se mi vogliono ancora nel ruolo di presidente, io accetto, certo”, conferma.

Possiamo dire che in questo periodo c’è una sorta di rivoluzione per quello che riguarda sempre la squadra, quindi presidente o meno, abbiamo capito che non e’ certo una poltrona a legare Aiello al Cesena ma, eloquentemente, l’amore per la squadra.

C’è un nuovo allenatore, per quanto riguarda il direttore sportivo?
“Stiamo cercando la persona giusta perché per il nostro obiettivo, come dicevo in conferenza stampa, è stato sempre puntare sui giovani. Le polemiche sul calcio italiano, spesso, mi fanno impazzire”, aggiunge, affrontando la sempre attuale tematica della scelta di atleti stranieri.

“Noi abbiamo un settore giovanile eccezionale, abbiamo una squadra che gioca in primavera con 24 giovani italiani. E questo è un progetto che è stato fatto in Italia, che volevo sin dall’inizio. Quindi l’obiettivo per la prima squadra è quasi uguale: abbiamo scelto un allenatore con nuove idee, che vuole giocare con i giovani, che vuole fare calcio come quello che avevamo in Italia 15 anni fa. Ashley Cole, che ho conosciuto l’anno scorso a dicembre, allenava i giovani e giocava in Italia. Lui è talentuoso, è un giocatore grandissimo, un uomo umile, alla ricerca di una opportunità per dimostrare il suo valore. E lui ha scelto Cesena perché ha visto un’opportunità: puo’ allenare, lavorare insieme ai giovani, con il territorio, con i tifosi, con la società che è seria e sana. Lui ha scelto Cesena e noi abbiamo scelto lui”.

Qual è il progetto futuro per il Cesena? Sembra di intuire che si tratti di una rivoluzione soprattutto mentale, iniziando appunto dalla panchina.
“Il futuro per me è creare una società che sia sostenibile. Perché in Serie A e B in questo momento, finanziariamente, le squadre sono fallite. Sampdoria, Spezia, Bari hanno speso tanto e non hanno visto grandi risultati. La nostro visione è di creare una squadra, una società sostenibile, che punta sui giovani, i nostri giovani”.

Lei ha anche una mentalità americana, imprenditoriale, ha degli standard anche molto alti, non perché in Italia non ci siano, ma sicuramente diversi. Quindi le chiedo: perché tanti americani stanno investendo nel calcio italiano? Non è solo l’amore per questo sport, c’è anche altro.

“Noi l’abbiamo fatto solo per l’amore”,
Perché lei è italiano, è diverso, la sua storia parla per lei.

“Io ho fatto il primo investimento nel Cesena, l’ho fatto col cuore. Ma ti dico la verità, noi abbiamo fatto bene, Bologna ha fatto bene, Venezia ha fatto bene, ma ci sono altri che non hanno fatto bene: Triestina, Svezia, hanno fatto male. Quindi non e’ un investimento facile. Io credo che gli investitori intravedano una opportunità. Ma non è solamente una questione di soldi perché puoi anche averne anche tanti ma non investirli bene. I soldi non sono una garanzia”.

Lei è molto conosciuto in Italia, innanzitutto come presidente del Cesena Calcio, però c’è anche l’uomo Aiello ovviamente, l’italo-americano con il doppio passaporto. Lei è noto in Italia ma tra New York e il New Jersey, dove vive, va ricordato, che ha una fama che la precede grazie al suo lavoro. Questo vale anche per il co-presidente Anthony Scotto, dalle chiare origini italiane. Lei pensa che avere le famose italian roots possa rappresentare una marcia in più per essere presidente di una squadra di calcio italiana?

“Guardi, io vorrei un partner italiano. Per me è per avere un socio italiano sarebbe importante. Se vogliamo fare qualcosa con i nostri training grounds, o se vogliamo fare lavori allo stadio, ci vogliono gli investimenti. Quindi se si trova anche un socio italiano, ben venga”.

Una ultima cosa: nel suo futuro c’è l’Italia o c’è New York? “Non ho mai dimenticato le mie origini. Sarebbe impossibile perché è una parte di me. Ma il mio sogno e quello di mia moglie e’ dividerci tra l’Italia e gli USA: sei mesi e sei mesi”.

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