domenica, Maggio 17, 2026

NY. Commerciante d’armi italiano arrestato dall’FBI: vendeva munizioni alla Russia

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Un manager di sessantuno anni originario dell’Alto Adige è stato arrestato negli Stati Uniti con la pesante accusa di aver orchestrato un traffico internazionale di armi destinato a rifornire le forze armate della Russia. L’uomo, Manfred Gruber, ricopriva il ruolo di direttore commerciale presso un’importante azienda del nord Italia specializzata nella produzione e nel commercio di materiale bellico. Secondo i documenti diffusi dal dipartimento di giustizia d’oltreoceano, il dirigente avrebbe esportato illegalmente munizioni di produzione americana per un valore complessivo superiore ai cinquecentoquarantamila dollari eludendo le restrizioni vigenti. Il sistema ideato per nascondere la destinazione finale dei carichi prevedeva il transito della merce attraverso il Kirghizistan, che fungeva da snodo intermedio prima del trasferimento definitivo verso il territorio della Russia.

Le indagini condotte dall’Fbi hanno permesso di accertare che l’indagato fosse pienamente consapevole delle violazioni commesse, avendo adottato specifiche contromisure per mascherare il reale destinatario delle forniture di grado militare. L’inchiesta ha evidenziato come le licenze di esportazione rilasciate originariamente alla compagnia italiana imponessero che i prodotti rimanessero entro i confini nazionali dell’Italia, clausola sistematicamente ignorata dal manager altoatesino.
Le autorità giudiziarie del distretto orientale di New York hanno sottolineato come tale traffico abbia contribuito ad alimentare la capacità bellica nel conflitto contro l’Ucraina, mettendo a rischio la sicurezza nazionale. Il cittadino italiano si trova attualmente recluso in un carcere di Brooklyn dopo essersi dichiarato colpevole di cospirazione per aver violato le leggi sul controllo delle esportazioni durante le udienze preliminari. Nel quadro della medesima operazione internazionale, era stato precedentemente fermato e condannato a trentanove mesi di reclusione un presunto socio kirghiso di Gruber, accusato di aver collaborato attivamente alla logistica dei trasporti.

La magistratura americana ha ribadito la volontà di perseguire con estrema fermezza chiunque cerchi di trarre profitto dalla vendita illegale di tecnologie e munizioni militari a stati considerati ostili dagli accordi internazionali. L’attività di sorveglianza delle forze dell’ordine prosegue ora in collaborazione con il settore privato per identificare altre possibili maglie deboli nella rete di approvvigionamento che collega il nord della penisola alle aree sanzionate. L’imputato resta in attesa della sentenza definitiva che verrà emessa dalla corte distrettuale di New York, mentre il caso continua a sollevare preoccupazioni sulla tenuta del sistema di monitoraggio delle armi prodotte in occidente.

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