Home News Referendum, voto all’estero: rischio brogli, scatta la denuncia

Referendum, voto all’estero: rischio brogli, scatta la denuncia

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«Il vecchio mestiere non me lo sono scordato…». A parlare è l’ex Pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro che, in merito al voto degli italiani all’estero sulla separazione delle carriere per i Giudici, parla di rischio brogli. Una denuncia potenzialmente detonante.

Di Pietro parla di «organizzazioni per controllare il voto degli italiani all’estero», di «gruppi organizzati, appartenenti a specifici partiti politici e sindacati, che con questo sistema stanno già organizzando le “buste” di voti da far arrivare in Italia». Voti «all’insaputa» degli elettori, in grado di orientare il risultato del referendum, sostiene l’ex star dell’epoca di Tangentopoli da Napoli.

Quello dei presunti brogli e’ una tematica importante e purtroppo sempre attuale gia’ denunciata anche dal deputato di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, eletto nella Circoscrizione Estero.

L’Onorevole, nel croso degli anni, ha ripetutamente denunciato irregolarità e distorsioni nel voto degli italiani residenti all’estero, definendo il sistema postale non sicuro e chiedendo il voto in presenza, in particolare per i paesi extra-UE, citando casi passati di frodi e gestione “indegna” per garantire un voto libero e trasparente, e sottolineando la necessità di un cambiamento strutturale dopo il referendum sulla giustizia

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